Di seguito troverete una piccola raccolta di "primi voli" a
cominciare dal primo in assoluto, quello dei fratelli Wright.
Questa pagina è stata modificata il 01/04/03
Due americani realizzano un sogno antico quanto
l'uomo
Vola il primo aeroplano
Kitty Hawk, 18 dicembre 1903
I fratelli Wright sono riusciti ieri a far volare per la prima volta nella
storia un mezzo a motore più pesante dell'aria. Un giorno prenderemo l'aereo
con la stessa facilità con cui oggi saliamo tranquillamente su un treno.
Orville parla della sua esperienza:
"Il volo è stato un susseguirsi di su e giù"
Era dai tempi di Icaro che l'uomo desiderava volare. Da ieri è una realtà.
Sulla spiaggia di Kitty Hawk, nella Carolina del Nord, due costruttori americani
di biciclette, Wilbur e Orville Wright, hanno fatto volare il primo aeroplano
della storia, il primo mezzo più pesante dell'aria spinto da un motore. Il
Flyer (così è stato battezzato l'aereo) ha compiuto quattro voli, l'ultimo dei
quali è durato quasi un minuto. Da tre anni i due fratelli tentavano di far
volare un aereo, prima utilizzando alianti. Negli ultimi tempi, invece, avevano
applicato a un aliante un motore a benzina che hanno costruito da soli perché
quelli in commercio sono troppo pesanti. Il motore pesa 77 kg, sviluppa 12
cavalli e aziona due eliche di legno con ingranaggi e catene da bicicletta. Il
velivolo ha una apertura alare di 12 metri e pesa 340 kg con il pilota. Ecco la
cronaca di questa entusiasmante giornata. Su un tratto pianeggiante della
spiaggia, alle 10,35, con un vento contrario di 40 nodi, Wilbur ha avviato il
motore del biplano, spingendolo al massimo. Il fratello Orville ha mollato il
cavo che tratteneva l'aereo e il velivolo ha fatto un balzo in avanti
sollevandosi. Il primo volo del Flyer è durato12 secondi, con una percorrenza
di poco più di 36 metri a una quota di tre metri e alla velocità di 16 km/h
(48 tenuto conto del vento di fronte). Al primo volo ne sono seguiti altri tre
con Orville e Wilbur che si alternavano ai comandi. L'ultimo è durato 59
secondi con un percorso di 260 m. "Il volo", ha detto Orville, "è
stato tutto un susseguirsi di su e giù, in parte provocati dal vento e in parte
dalla mancanza di esperienza nel governo dell'aereo che saliva improvvisamente e
poi altrettanto rapidamente scendeva. Sia io sia mio fratello", ha
concluso, "abbiamo affrontato l'impresa vestiti come sempre, con un
colletto inamidato e la cravatta". Anche volare esige classe.
Vola Samantha per la prima volta
Mezzana Bigli, 5/3/2003
E' con malcelato orgoglio che vi comunico che ieri, in località Mezzana
Bigli, Samantha ha volato per la prima volta da sola facendo tre giri del campo
di volo. Il mezzo utilizzato è stato un Groppino giallo, ultraleggero spinto da
un motore Rotax a due tempi.
La massima quota guadagnata è stata di 500 piedi AGL.
Dovevate essere lì per ammirare il volto della Sami quando è atterrata: una
gioia senza fine...
Nonostante siano passati 100 anni dal primo volo umano a motore penso che la
gioia mista a soddisfazione e orgoglio personale che si provano dopo il primo
volo siano rimasti gli stessi. Volare vuol dire anche riuscire a superare i
propri limiti e le proprie paure sapendo di poter contare solo su se stessi.
Samantha ha fatto il primo balzo da sola, le sono spuntate le prime piume: ora
per il resto della sua vita si ricorderà di quei magici istanti e la sua vita
non sarà più la stessa. Da ieri guarderà al cielo in maniera totalmente
diversa da quanto ha fatto fino a ieri.
Con il mio più sincero augurio che tutti voi riusciate a provare un'emozione
così...
Il primo volo di Matteo
giugno 2002, circa le 19,00
dopo i soliti giri campo ed almeno il 3° atterraggio eseguito alla perfezione
il mio istruttore Andrea mi dice: "ok, vai da solo".
Ed io tranquillissimo, parto, calmo.
Il P92 da solo sale come un ascensore, infatti tolgo un po' di motore, dalla
radio Andrea mi dice tutto ok, inizio il giro ed intanto lassù guardi quelli
sulla Paullese in coda con soddisfazione, mentre il sole tramonta, l'aria è
tranquilla e pensi che ci vorrebbe solamente della musica e saresti in
paradiso, ed il tempo scorre lento.
Riatterro, ed Andrea mi dice alla radio di riattaccare per fare un altro giro,
e cosi andresti all'infinito.
Dopo 10 minuti mi fermo, scendo, con un sorriso da un orecchio all'altro,
stretta di mano ed... un bel gavettone ghiacciato.
Torni a casa in auto, bagnato, e pensi che dal quel giorno il tuo mondo non
sarà più quello di prima.
Matteo